18 ottobre 2018, ore 21
THE CORDELIA DREAM
di Marina Carr
traduzione Valentina Rapetti
con Massimo De Francovich e Roberta Caronia
reading a cura di Massimo De Francovich
Trilly Produzioni
Da un po’ di tempo andavo cercando una commedia contemporanea (tempo presente, come indica Marina Carr) che parlasse di noi in modo un po’ scorretto, che cercasse di dire verità anche sgradevoli sui rapporti umani, che tenesse conto anche della mia età e di quelle che io ritengo essere le mie inclinazioni recitative più precise e nascoste e qui, naturalmente, mi potrei benissimo sbagliare. Comunque, la mia ricerca non dava risultati, finché, lo scorso giugno, mentre recitavo al Teatro Greco di Siracusa l’Edipo a Colono di Sofocle, mi fu inviato “Il sogno di Cordelia” di Marina Carr, commedia in due atti, rappresentata a Londra una decina di anni fa. Marina Carr è una scrittrice, poetessa e drammaturga irlandese molto importante in Irlanda e in Inghilterra, ma rappresentata anche in Germania, Francia e Stati Uniti. Chi vuol saperne di più, perché da noi è quasi sconosciuta, può tranquillamente andare in internet. La lettura di questa commedia mi entusiasmò. I due personaggi che la compongono sono indicati come “Un vecchio” e “Una donna” ed è un terribile gioco al massacro, realistico, surreale e anche, in qualche modo, metafisico. La sua particolarità però è che, invece di trattare uno scontro fra marito e moglie, come, da Strindberg fino ad Albee, Bergman ecc. siamo ormai abituati ed anche un po’ annoiati a sentire da tempo, qui si tratta di padre e figlia, artisti ambedue, musicisti, compositori ed esecutori, lui solitario, lei con marito e prole numerosa, che si odiano e si amano con sotto, come motivo dominante, una competizione e invidia fortissime, ciascuno ritenendo di avere l’esclusiva del talento, del Dono. L’ambiente famigliare, i figli, i nipoti, vengono fatti dolorosamente e allegramente a pezzi. La musica si salva, ma non la loro, che sono due frustrati, ma quella del passato. Feci leggere la commedia a Roberta Caronia, che era Antigone nello stesso spettacolo a Siracusa, e ne fu entusiasta anche lei e ora siamo molto grati a Trend, la rassegna di teatro contemporaneo diretta da Rodolfo di Giammarco, che ci permette di leggerla, sperando di suscitare curiosità e anche, perché no, qualcosa di più. È chiaro che una lettura non potrà mai restituire la potenza e la visionarietà della scrittura dell’Autrice. Può essere però un’indicazione. Per me, che ho recitato Re Lear molti anni fa con la regia di Luca Ronconi, è di grande curiosità vederne il
lato capovolto e rovesciato, “tempo presente”, di Marina Carr.
Massimo De Francovich

nell'ambito di

TREND NUOVE FRONTIERE DELLA SCENA BRITANNICA – XVIII edizione